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FAQ a contenuto generale Quali sono gli articoli del trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea più rilevanti in materia di aiuti di stato? I principali sono gli articoli 107, 108 e 109, ma rilevano in materia anche gli articoli 93 e 106. Va comunque ricordato che la disciplina comunitaria si basa anche su altri tipi di disposizioni (regolamenti, orientamenti, comunicazioni, linee direttrici, decisioni) e sulla giurisprudenza. L’art. 107 CE stabilisce quanto segue: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:12008E107:IT:HTML Cosa s’intende per "aiuto di Stato"?
Cosa s’intende per "aiuti esistenti"? Gli aiuti esistenti sono gli aiuti autorizzati a livello dell'Unione Europea. Per aiuti esistenti s’intendono, inoltre, gli aiuti che erano già in vigore al momento dell’entrata in vigore del trattato di Roma (trattato che istituisce la Comunità economica europea, divenuta Comunità europea) o all’entrata in vigore del trattato di adesione di un nuovo Stato membro se l’aiuto riguardava quest’ultimo. Per gli ultimi allargamenti (passaggio da 15 a 25 e poi a 27 Stati membri) l’approccio è però Stato diverso: la Commissione, in collaborazione con gli Stati candidati, ha effettuato un esame per garantire la conformità di almeno parte degli aiuti in vigore prima dell’adesione. Vi sono poi ancora gli aiuti che sono considerati autorizzati in virtù di una specifica procedura che potremmo definire di “tacita autorizzazione”, quelli considerati esistenti in virtù del superamento di un determinato periodo dalla loro concessione e quelli che non erano considerati aiuti al momento della loro concessione ma lo sono diventati in funzione dell’evoluzione del mercato.Gli aiuti esistenti sono sottoposti ad un esame permanente da parte della Commissione insieme con gli Stati membri.
Cosa si intende per Equivalente Sovvenzione Netto (ESN) e lordo (ESL)? Il primo è l'aiuto effettivo di cui beneficia l'impresa dopo aver pagato le imposte sull'aiuto stesso. Il secondo è il valore nominale dell'aiuto al lordo delle imposte. Nelle nuove disposizioni in materia di aiuti di Stato non si fa ormai più uso dell’ESN.
Perché l’art. 107 pone un divieto generale alla concessione di aiuti? Gli aiuti comportano una situazione di concorrenza sleale tra le imprese; possono comportare forme di protezionismo negli scambi interni e favorire forme di delocalizzazione verso Stati che li concedono; possono, inoltre, favorire forme di assistenzialismo che danneggiano le imprese sane a favore di concorrenti poco efficienti che non sono spinti a innovare o a ristrutturarsi. Gli aiuti che rispondono a determinate caratteristiche possono tuttavia avere un effetto positivo sull’economia e lo sviluppo.
L’aiuto rileva se non è concesso ad un’impresa? No, ma il concetto dell'Unione Europea di impresa è assai ampio, e include qualsiasi soggetto che svolge un’attività economica, indipendentemente dalla forma giuridica o dalle fonti di finanziamento. Quindi può rientrare in questo concetto anche un’associazione senza scopo di lucro o un ente pubblico, se svolgono un’attività economica potenzialmente aperta alla concorrenza. Per attività economica s’intende qualsiasi attività consistente nell’offrire beni o servizi su di un determinato mercato.
Che criteri deve rispettare un’impresa per essere di piccola o media dimensione? La definizione di PMI utilizzata nel settore degli aiuti di Stato è identica alla definizione comune di PMI utilizzata dalla Commissione sulla base della Raccomandazione della Commissione del 6 maggio 2003 relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese, C(2003) 1422 def (GU L 124 del 20.5.2003) disponibile al seguente link: http://ec.europa.eu/enterprise/enterprise_policy/sme_definition/decision_sme_it.pdf .
Cosa vuol dire che l’aiuto deve essere selettivo per rilevare ai sensi del Trattato CE? Vuol dire che l’aiuto favorisce certe imprese e non altre, certi settori economici e non altri. Una misura nazionale, ad esempio una riduzione fiscale o previdenziale, che si applica a tutte le imprese di tutti i settori e su tutto il territorio di riferimento (in genere quello dello Stato membro interessato) e senza alcun potere discrezionale da parte dell’amministrazione pubblica non è selettiva. Un’agevolazione che favorisce le imprese di una certa area geografica più ristretta di quella nazionale, è considerata tendenzialmente selettiva. Ad esempio, un aiuto alle PMI venete è selettivo sotto due aspetti: favorisce solo le PMI e non anche le grandi imprese,e favorisce solo le PMI venete e non quelle di altre regioni. Considerazioni particolari e legate ai singoli casi vanno poi fatte nel caso di riduzioni fiscali da parte di enti territoriali dotati di autonomia fiscale.
È importante identificare gli effettivi destinatari degli aiuti: le agevolazioni possono transitare attraverso soggetti che si limitano a far da tramite? Spesso gli enti pubblici erogano aiuti attraverso dei soggetti-veicolo, che svolgono soltanto una funzione amministrativa di provvisoria gestione dei fondi e di ulteriore trasferimento ai destinatari. Ad esempio, intervengono spesso come soggetti-veicolo nell’erogazione di aiuti le associazioni di categoria, i confidi o le società che organizzano corsi di formazione. In questi casi, occorre fare in modo che i soggetti-veicolo non beneficino di alcun aiuto, oppure quantificare l’importo degli stessi e inquadrarli nell’ambito delle regole comunitarie in vigore. Queste operazioni sono talvolta complesse e occorre porre particolare attenzione nell’individuazione di eventuali vantaggi o benefici, anche indiretti, a favore dei cd. soggetti-veicolo.
Cos’è un "regime di aiuti"? E’ un atto, che si può definire a portata generale, in base al quale, senza che siano necessarie ulteriori misure di attuazione, possono essere adottate singole misure di aiuto a favore di imprese, definite nell'atto in linea generale e astratta.
Cosa vuol dire che l’aiuto deve essere necessario o deve avere un effetto di incentivazione? Il concetto della necessità dell'aiuto significa che l’aiuto deve essere necessario affinché l’impresa realizzi un’operazione (es. un investimento) che non avrebbe realizzato in assenza di aiuto. Ciò significa, in altri termini, che l’aiuto deve avere un effetto di incentivazione. Il principio dell’effetto di incentivazione è imposto in gran parte delle regole (regolamenti, discipline, orientamenti, ecc…) comunitarie in materia di aiuti di Stato e implica, talvolta, una analisi controfattuale per comparare la situazione che si avrebbe in assenza di aiuto con quella in presenza di aiuto. In taluni casi, la verifica si limita a richiedere che l’impresa beneficiaria non abbia avviato la realizzazione del progetto prima della data di presentazione della domanda di aiuto. Le regole applicabili variano comunque a seconda del soggetto beneficiario (grande, piccola o media impresa), del settore o della categoria di aiuti.
In che forma possono essere concessi gli aiuti di Stato? L’aiuto può assumere forme molto diverse, ad esempio quello di contributo a fondo perduto, esenzione da imposte e tasse o riduzione delle stesse, esenzione (o riduzione) da tasse parafiscali, bonifici d’interessi, garanzie su prestiti a condizioni particolarmente favorevoli, cessioni di edifici o di terreni a titolo gratuito o a condizioni favorevoli, fornitura di beni e servizi a condizioni preferenziali, copertura delle perdite, partecipazione al capitale delle imprese pubbliche o private a condizioni preferenziali, concessione di anticipi con impegno di restituzione in caso di successo dell’iniziativa, applicazione di un tasso di sconto preferenziale per le esportazioni, crediti preferenziali all’importazione di apparati e strumenti utilizzati dalle imprese nazionali, autorizzazione ad alcune imprese di effettuare prestazioni a condizioni più favorevoli di quelle normalmente praticate dal mercato, garanzia dei dividendi, il pagamento differito dell’ammortamento dei prestiti, riscossione dilazionata di oneri fiscali o sociali, alleggerimento delle condizioni di recupero dei crediti.
Cosa sono gli aiuti al funzionamento? Sono aiuti privi di carattere innovativo o di sviluppo, che si limitano a coprire spese di ordinaria amministrazione e la gestione corrente di una impresa. Salvo eccezioni, sono incompatibili con il mercato comune.
Quando gli aiuti di Stato possono essere concessi in deroga al divieto generale imposto dall’articolo 107 del Trattato? Il divieto generale di concedere aiuti di Stato è temperato da talune deroghe, giustificate dal fatto che la Comunità europea, oltre al compito di garantire che la concorrenza non sia falsata all’interno del mercato comune, ha anche il compito di "promuovere uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche nell’insieme della Comunità". Le possibili deroghe al principio di incompatibilità degli aiuti di Stato sono precisate al secondo e terzo paragrafo dell’art. 107, all’articolo 93 e all’articolo 106, paragrafo 2 del Trattato CE. Il secondo e terzo paragrafo dell’art. 107 stabiliscono quanto segue: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:12008E107:IT:HTML L’articolo 93 stabilisce quanto segue:http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:12008E093:IT:HTML
Cosa sono gli aiuti a finalità regionale? Gli aiuti a finalità regionali sono quelli che riguardano determinate regioni ammissibili alle deroghe cd. regionali, di cui all’art. 107 paragrafo, 3 lettere a) e c). La deroga di cui alla lett. a) riguarda le regioni meno favorite, che sono individuate mediante criteri stabiliti dalla Commissione. Il criterio scelto dalla Commissione per il periodo 2007-2013 è quella del prodotto interno lordo (PIL) pro-capite, misurato in standard di potere d'acquisto (SPA). Le regioni (di livello NUTS II) ammissibili sono quelle il cui citato PIL è inferiore al 75% della media comunitaria. A titolo transitorio sono ammesse le regioni il cui citato PIL è inferiore al 75% della media comunitaria calcolata sui vecchi (prima delle ultime adesioni) 15 Stati membri. Sulla base dell’art. 87 paragrafo 3, lett. c), la Commissione ha determinato i criteri di ammissibilità di altre aree. Sulla base dei criteri fissati dalla Commissione gli Stati membri hanno potuto individuare le zone ammissibili. Tutte le regioni ed aree ammissibili sono indicate nelle cosiddette “carte degli aiuti a finalità regionale” che ogni Stato membro ha notificato alla Commissione europea per la sua approvazione con apposita decisione. La carta degli aiuti a finalità regionale 2007 -2013 riguardante l’Italia è disponibile al seguente link:
Cosa sono gli aiuti settoriali? Per alcuni settori esistono regole specifiche in considerazione dell’esistenza di una politica comune (agricoltura, pesca e trasporti). Per questi settori è, infatti, indispensabile che le regole in materia di aiuti di Stato siano coerenti con altre regole relative alla specifica politica comunitaria riguardante il settore. In considerazione di alcuni aspetti specifici, la Commissione europea ha poi adottato regole relative ad altri settori, come quelle sul servizio pubblico di radiodiffusione, sulle opere cinematografiche e audiovisive, sull’energia elettrica, sull’industria carboniera, sul servizio postale e sulla costruzione navale.Il fatto che esistano regole specifiche relative a determinati settori non significa che per gli stessi settori non possano applicarsi anche le regole relative agli aiuti a finalità regionale o agli aiuti orizzontali. Ciascun atto comunitario che definisce i criteri di compatibilità degli aiuti, sia esso un regolamento che esenta gli Stati membri dall’obbligo di notifica o una disciplina o ancora degli orientamenti, definisce il suo campo di applicazione precisando, tra l’altro, i settori esclusi. L’esclusione di determinati settori dal campo di applicazione di alcune regole - ad esempio l’esclusione dei settori della siderurgia e delle fibre sintetiche (almeno per quanto riguarda determinate produzioni) dagli aiuti a finalità regionale - non significa necessariamente che esistano regole specifiche applicate ai medesimi settori ma semplicemente che la Commissione non ritiene compatibili con il mercato comune gli aiuti in questione se concessi a determinati settori.
Cosa sono gli aiuti orizzontali? La Commissione ha adottato una serie di regole che riguardano i cosiddetti aiuti orizzontali. Queste regole, a differenza di quelle relative agli aiuti a finalità regionale, riguardano aiuti che possono essere concessi su tutto il territorio comunitario e, a differenza di quelle relative agli aiuti settoriali, riguardano più settori. Il fatto che queste regole riguardano più settori non significa, tuttavia, che non possano esserci delle esclusioni: alcune regole (regolamenti, discipline, orientamenti, ecc.) relative agli aiuti orizzontali escludono totalmente o parzialmente dal loro campo di applicazione gli aiuti concessi a taluni settori.
Cosa sono i regolamenti di esenzione? A partire dal 2001, la Commissione ha emanato una serie di regolamenti (e una decisione) che esentano gli Stati membri dall’obbligo di notifica imposto dall’articolo 88, n. 3 del trattato CE. Gli aiuti concessi sulla base di questi atti comunitari sono esentati dall’obbligo di notifica ma sono sottoposti, salvo eccezioni, ad un obbligo di trasmissione di informazioni sintetiche che deve avvenire entro i termini stabiliti dai regolamenti stessi.I regolamenti in vigore al 30 aprile 2009 sono i seguenti: • Regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti d’importanza minore (“de minimis”) (GU n. L 379 del 28.12.2006) • Regolamento (CE) n. 736/2008 della Commissione del 22 luglio 2008 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese attive nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca (GU n. L del 201 del 30.07.2008) |
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